Archive for luglio, 2010
ENNESIMO ATTACCO AL SITO DI LIBERA INFORMAZIONE
Roma, 23.07.2010 | di redazione
“Ignoti aggressori informatici, comunemente definiti hacker, ma in realtà volgari mascalzoni a viso coperto, sono penetrati oggi nel sito di Libera Informazione, il portale di Libera sull’informazione per la legalità e contro le mafie, colpendo articoli di attualità e arrecando vari danni. La firma che hanno lasciato, nel macabro segno del diavolo e della morte, allude sarcasticamente alla libertà di stampa in nome della quale è nata Libera Informazione.
E’ la terza volta in pochi mesi – denunciano Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Libera informazione – sempre a opera della stessa mano. Qualunque sia l’identità e l’obiettivo di questi mascalzoni, uno solo ne è il beneficiario: la mafia.
Evidentemente il nostro impegno quotidiano dà fastidio e incute concrete preoccupazioni. I mascalzoni non si illudano. Continueremo nel nostro lavoro e anzi lo intensificheremo. I danni saranno riparati e prenderemo più efficaci misure di protezione. Denunciamo intanto - concludono Libera e Libera Informazione – l’accaduto alle forze di polizia, chiedendo con fermezza che siano finalmente messe in atto tutte le procedure investigative e tecniche per identificare gli autori della aggressione, chi li dirige e perché. Un grottesco “blackdevil” non ferma la ricerca di verità e giustizia.
Articolo tratto da Liberainformazione.org
MARIO BIGNONE: LA CATTURANDI SENZA IL SUO CAPO
Si è spento oggi all’età di 43 anni, all’ospedale di Cefalù, Mario Bignone, capo della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo.
Sotto la sua guida eccellenti i risultati ottenuti. Dalla cattura di Provenzano e dei Lo Piccolo, ai recenti arresti di Giovanni Nicchi e Domenico Raccuglia.
”I risultati conseguiti dalla Catturandi sotto la sua guida – dice il Prefetto Manganelli – sono stati straordinari. Il Paese deve essergliene grato”.”Continueremo ad operare, anche in suo nome – conclude il capo della Polizia – per il bene del Paese, e gli promettiamo di conseguire quegli ulteriori risultati che con lui ci eravamo proposti”.
di Ivan Lorito
21 LUGLIO 1979: IN RICORDO DI BORIS GIULIANO
Capo della Squadra Mobile di Palermo, Boris Giuliano,considerato da tutti un onesto e brillante funzionario della Polizia di Stato. Ucciso il 21 luglio del 1979 mentre usciva da un bar con sette colpi di pistola da Leoluca Bagarella, molto probabilmante perchè aveva condotto efficienti indagini sul traffico di droga tra Sicilia e Stati Uniti.
di Ivan Lorito
INGROIA: ”DOPO TANTI ANNI SVELATI SCENARI AGGHIACCIANTI SULLA STRAGE”
17 luglio 2010
Palermo. «Stare oggi qui a ricordare Paolo Borsellino è una emozione che si rinnova ogni volta, la bruciante sensazione della sua assenza…la avvertiamo in tutte le occasioni.
Ma stavolta ci sono ragioni in più per emozionarci. A distanza di 18 anni dalla strage di via D’Amelio sono emersi squarci di verità e di luce sulle indagini che sta conducendo la Procura di Caltanissetta e che fanno emergere dei fatti, tutti da verificare, che svelano scenari agghiaccianti». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, intervenendo oggi ad un incontro dell’Anm, per commemorare Paolo Borsellino. «Dopo le stragi tutti noi avevamo avuto quella netta sensazione -ha aggiunto Ingroia- e adesso queste sensazioni si stanno trasformando in indagini con fatti importanti che abbiamo atteso per anni». «Fatti agghiaccianti ed inquietanti emersi anche con il contributo del pentito Gaspare Spatuzza e di Massimo Ciancimino». Poi, il procuratore aggiunto ha ricordato che anche la commissione Antimafia, per la prima volta si sta occupando del periodo stragista con «la coraggiosa relazione del presidente Giuseppe Pisanu che dimostra che pur tra i tanti bui e silenzi delle istituzioni ce ne sono altre che cominciano a fare passi importanti per raggiungere la verità. Tutto questo lascia spazio all’ottimismo».
EXPO, POLITICA E ‘NDRANGHETA: UN PROGETTO SVELATO INTERCETTAZIONE DOPO INTERCETTAZIONE
di Davide Milosa
“L’uomo vestito di bianco che vedete nella fotografia è mio nipote, è latitante e ha cinque omicidi sulle spalle”. E’ la frase di apertura. Francesco Valle, classe ’37, detto don Ciccio, la utilizza ogni volta che deve minacciare qualcuno. Una scena rubata alla saga mafiosa dei Soprano, con la gigantografia del rampollo piazzata nel salone di una villa bunker affondata nelle campagne di Cisliano, pochi chilometri a sud di Milano. Villa blindatissima con telecamere a ogni angolo e una sala controllo ricavata al primo piano. Facile arrivarci, difficile non essere notati. E’ capitato anche agli investigatori, vittime, loro malgrado, di posti di blocco da parte dei picciotti di don Ciccio.
NEL ’92 LA NOSTRA DEMOCRAZIA FU IN PERICOLO
Roma, 30.06.2010 | di Norma Ferrara
Commissione antimafia: relazione sul biennio stragista
Nel ’92 la nostra democrazia fu in pericolo
Pisanu: fra mafia e Stato qualcosa di simile ad una trattativa
Palazzo San Macuto
“Un groviglio tra mafia, politica, grandi affari, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato” dietro le stragi del 1992 – ’93. Così Beppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare antimafia, durante la relazione introduttiva dei lavori sulla stagione stragista. “La relazione è solo un’apertura – sottolinea Pisanu – dei lavori della Commissione, che da oggi acquisirà documenti, darà inizio alle audizioni che ci porteranno ad analizzare (senza interferire con l’attività giudiziaria) il periodo delle stragi sul quale è necessario fare chiarezza, a livello giudiziario, politico e storico”. Tre verità, quelle citate da Pisanu, che in molti hanno rallentato, insabbiato o ingnorato. In questi 18 anni c’è stata soprattutto poca chiarezza sui mandanti esterni delle stragi, sui protagonisti occulti di quella stagione in cui Cosa nostra alzò il tiro dritto al cuore dello Stato. E’ una relazione introduttiva ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia quella presentata oggi a Palazzo San Macuto, ma fa già notizia e occupa le prime pagine dei quotidiani on line. Non ci sono rivelazioni inedite dentro le 32 pagine che rappresentano il testo dell’intervento di Pisanu, ma un’analisi sintetica che mette in fila diversi elementi, quasi a fissare i punti di lavoro da cui partire.
(continua…)
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