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Archive for the ‘Attualità’ Category

VIAGGIO NELL’IMPERO ECONOMICO DELLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE

La due giorni di “Mafie al Nord”, svoltasi a Torino il 7 e l’8 Ottobre, ci ha spinti a studiare il fenomeno mafioso dal punto di vista economico. Nasce così l’incontro “Viaggio nell’impero economico delle organizzazioni mafiose” che si terrà presso la Facoltà di Economia (Corso Unione Sovietica 218,bis) il 5 Marzo 2012, alle 17.00.

Due aspetti fondamentali, emersi da “Mafie al nord”, saranno al centro del dibattito: Riciclaggio e associazionismo anti-racket. Il prof. Ranieri Razzante, presidente di AIRA (associazione italiana responsabili antiricilcaggio) ci parlerà di riciclaggio, punto di partenza per lo studio della potenza economica delle varie criminalità organizzate impegnate a ripulire denaro proveniente da attività illecite, traffico di droga su tutte. L’altro punto chiave che abbiamo scelto di trattare è la mancanza, nel nord Italia, di organizzazioni antiracket. Dario Riccobono di Addiopizzo, racconterà l’esperienza della sua associazione, che in una terra difficile come la Sicilia, sta diventando il punto di riferimento per molti negozianti e imprenditori che decidono di denunciare i propri estorsori.

In vista del 21 Marzo “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” vi invitiamo a questo incontro, per conoscere meglio quali sono i punti di forza della ‘ndrangheta sul nostro territorio e quali sono i passi da fare per combatterla.

 

GENOVA, 17 MARZO 2012


Si svolgerà a Genova il prossimo 17 marzo la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e  dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi  di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’  ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano  delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

 Anche quest’anno UniLibera sarà presente alla “Giornata della Memoria e dell’impegno”.

 Invitiamo tutti gli STUDENTI UNIVERSITARI a venire con noi a Genova. Accettiamo le adesioni fino al  15/02: basta scrivere al nostro indirizzo mail ( unilibera@gmail.com ) indicando Nome,  Cognome, Data di nascita, indirizzo e-mail e numero di telefono. Il costo del viaggio in  autobus è di 5 euro**!

 

** Prezzo agevolato per gli studenti universitari che verrano con Unilibera, grazie al finanziamento del 50% del biglietto. L’iniziativa fa parte del nostro progetto “Operazione Minotauro: riavvolgiamo il filo di Arianna”  finanziato dall’Università degli Studi di Torino.

 

TRA LA VIA EMILIA E LA ‘NDRANGHETA

Modena, 28.01.2012 | di Luca Salici

Giovanni Tizian, giornalista precario di 29 anni, da un mese è sotto scorta. Accade a Modena, in Emilia Romagna, dopo la pubblicazione di un libro-inchiesta sulle mafie al Nord. Sopra la linea Gotica, Giovanni, aveva ricominciato la sua vita dopo l’omicidio del padre Peppe, vittima innocente della criminalità organizzata a Locri nel 1989. La strada per Pietra Cappa, nel cuore dell’Aspromonte, è lunga e tutta in salita. Si passa in auto da Locri per arrivare a Bovalino, dalla statale 106, poi si gira verso San Luca, paese di faide e di odi mai sopiti. Si cammina per una via stretta. Ad indicarti il percorso solo cartelli bucati dai pallettoni delle lupare. Bisogna suonare il clacson davanti ad una mandria di pecore e ad un pastore che ti guarda negli occhi e ti domanda chi sei, con il solo gesto di asciugarsi la fronte con la mano. Dopo alcuni tornanti bisogna lasciare la macchina e proseguire a piedi per tre ore. Non perdendo di vista la punta della montagna.

 

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“L’ITALIA SONO ANCH’IO”: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’.

Lunedì, a Palazzo Nuovo, Lamine Sow (CGIL Torino) e Diego Montemagno (Acmos) hanno presentato la campagna “L’Italia sono anch’io”, raccolta firme per una doppia proposta di legge:

la prima riguarda un tema che pochi giorni fa ha fatto discutere vari politici, primo fra tutti il presidente Napolitano che ha dichiarato: “è assurdo non dare la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia”. E’ un obbiettivo della campagna far discutere su questo tema, far capire che esiste il diritto di suolo e che chi nasce in Italia e vive in Italia non può che essere italiano: la sua persona si formerà nel nostro Paese e non potrà mai sentirsi cittadino di un Paese, quello dei genitori, che non ha mai conosciuto. L’intervento di Napolitano è quindi un primo segno positivo per la campagna.

La seconda proposta di legge riguarda il diritto di voto degli immigrati che hanno da cinque anni un regolare contratto di lavoro. Il motivo è semplice: lavora, paga la tasse,dunque fa parte del sistema Italia e proprio per questo ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione attraverso il voto. Spesso gli immigrati vengono utilizzati come strumento di propaganda elettorale, vengono sbandierate battaglie per i loro diritti e poi mai nessun fatto concreto. Il diritto di voto per le elezioni amministrative e regionali, consente di dar il giusto peso ad una fascia della popolazione che da troppo tempo viene trascurata.

Due proposte che Lamine Sow ha definito una “battaglia di civiltà” perché queste due leggi sono in accordo con le direttive europee già adottate da molti stati membri. E’ una battaglia che serve a far valere i diritti degli immigrati ma che ci permette anche di descrivere il nostro Paese per quello che è: non siamo più un Paese di emigrazione, ma di immigrazione. Un Paese che grazie a queste nuove forze può tornare a crescere, così come la Germania è diventata una grande potenza grazie agli immigrati.

Il comitato per “l’Italia sono anch’io” invita tutti sabato 17 Dicembre in piazza Carignano per presentare le proposte e per approfondire il tema.

Per maggiori informazioni http://www.litaliasonoanchio.it

Noi di UniLibera saremo a Palazzo Nuovo per la raccolta firme. Nei prossimi giorni vi comunicheremo i giorni in cui potrete firmare!

UniLibera

Presidio “R. Antiochia”

INCONTRO-CONFERENZA “L’ITALIA SONO ANCH’IO”


Lunedì 5 Dicembre 2011

Ore 18

Aula 7

Palazzo Nuovo (Via Sant’Ottavio 20, Torino)

Interverrano:

  • Lamine Sow – CGIL Torino
  • Diego Montemagno – Responsabile comunit Casa Acmos

In occasione della campagna di raccolta firme per i diritti alla cittadinanza e per il diritto di voto per le persone di origine straniera “L’italia sono anch’io”, UniLibera organizza un incontro-conferenza per presentarla agli studenti universitari.

Si può nascere in Italia ma non e­ssere considerati italiani. Questo succede a chi ha genitori di origine straniera, è nato e cresciuto qui, ma solo compiuti i 18 anni può chiedere la cittadinanza. Se fo­sse nato in America, sarebbe americano.

L’Italia è un paese che accoglie i bambini stranieri grazie ai ricongiungimenti famigliari, e poi li esclude. Vanno a scuola, hanno amici, si sentono italiani. Ma alla maggiore età sono  costretti a un lungo percorso burocratico se vogliono ottenere la cittadinanza.

L’Italia dà lavoro agli stranieri e per lavoro ne consente la regolarizzazione. Anche il lavoratore straniero paga le ta­sse ma non può scegliere chi deve amministrare la città in cui vive. La Convenzione sulla partecipazione di Strasburgo prevede che poss­a votare.

L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell­’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera questo principio è disatteso.

Le leggi in vigore che riguardano le persone di origine straniera producono ingiustizia sociale.

 

Minacciato giornalista Rosario Cauchi

Sotto casa la scritta: «Non va bene quello che scrivi, questo è l’ultimo avvertimento»

Rosario Cauchi, giornalista free-lance di 28 anni, collaboratore di Libera Informazione è stato minacciato a seguito della sua attività di informazione e inchiesta. Il fatto è accaduto due sere fa, a Gela, quando il giovane giornalista ha trovato sotto la saracinesca del garage della propria abitazione due immagini di “santuzze”, di cui una bruciata e un bigliettino con su scritto: “Ti leggiamo e non va bene quello che scrivi, questo è l’ultimo avvertimento”.

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Erice, sindaco: “No ai gadget pro mafia” La rivolta dei commercianti

I volti cinematografici del “padrino”, lupare e coppole, i modi di dire della mafia, stampati su magliette rigorosamente scure. O ancora le statuette di panciuti “burgisi” (gli uomini d’onore di un tempo, ndr) in abiti di velluto e fucile in spalla. Ecco i souvenir che si possono vedere e acquistare in tanti piccoli negozi della Sicilia. Come a Erice, storico borgo del trapanese dove i commercianti sono convinti che si tratti di “articoli innocui” non dalla parte della mafia, ma che anzi renderebbero ridicoli i “picciotti” ed i “boss”.

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PARMA, 11 arresti per tangenti

Prima il risveglio sotto la bufera: 11 arresti per tangenti, primo della lista il comandante dei vigili urbani, tutti uomini fidati del sindaco Pietro Vignali. Nel pomeriggio la bufera che si è trasformata in un tornado: la gente è scesa in piazza, prima 200 persone, poi almeno cinquecento, per chiedere le dimissioni del sindaco Vignali, tra urla, cariche della polizia e lancio di monetine come non si vedeva dai tempi di Bettino Craxi all’Hotel Raphael. Il tutto sotto quel cielo apparentemente sereno e ovattato che è Parma.

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LA SPAGNA ALLE URNE SOTTO LA PRESSIONE DEL MOVIMENTO “DEMOCRACIA REAL YA”

“Da oggi chiamateci pure 22-M, perchè il movimento rinnova la lotta!” dicono dal microfono dellaPuerta del Sol di Madrid mentre annunciano una nuova settimana di occupazione. La protesta nel nome di una “Democracia Real Ya”, iniziata dopo la manifestazione dello scorso 15-M, non recede. Anzi, è proprio dal cuore della Spagna che arriva la conferma di quello che si respirava da giorni: “Sentiamo la responsabilità di andare avanti – dice Raul, madrileno e padre di 2 bimbi – ed ottenere qualcosa per questi ragazzi. Altrimenti tutta l’energia che abbiamo investito non è servita a nulla”.

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Sciopero generale, adesione alta ai cortei della Cgil. Scontri a Torino tra manifestanti e Polizia

Si manifesta in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dalla Cgil quattro mesi fa. Il primo per Susanna Camusso alla guida del sindacato di Corso Italia da meno di un anno e il quarto sotto il governo Berlusconi. Tanti cortei in diverse regioni italiane, locali regionali e territoriali perché spiegano gli organizzatori della Cgil: “La crisi è ovunque anche nelle piccole realtà del Paese”. Sembra dunque una scelta voluta, quella di non convogliare, come al solito, la protesta tutta a Roma che per l’occasione è stata comunque invasa da decine di migliaia di manifestanti e semiparalizzata a causa del blocco dei mezzi pubblici.

PALERMO REAGISCE: IN MIGLIAIA ALLA FIACCOLATA PER I MAGISTRATI

di Anna Petrozzi – 18 aprile 2011
Tremila persone hanno illuminato il cuore di Palermo, sabato pomeriggio, con le loro fiaccole accese a sostegno dei magistrati. Nemmeno la pioggia e il freddo fuori stagione hanno scoraggiato il corteo festoso e combattivo che con cori e slogan ha manifestato la propria vicinanza e solidarietà ai giudici, destinatari delle continue minacce mafiose, ma soprattutto bersaglio continuo del ducetto derilante e dei suoi cortigiani.

L’idea è venuta ad un gruppo di giovani dopo che il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, nel corso di un’intervista, aveva spiegato che il clima odierno è tale da poter indurre Matteo Messina Denaro,  l’ultimo stragista di matrice corleonese ancora latitante, a cedere alla tentazione di ricorrere a omicidi eccellenti.
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CALABRO’, LO STUDIO SUI VELENI CAMPANI FA PAURA

Dicono che bisogna stare sereni. Dicono che è tutto nella norma. Come se fosse normale accertare che il latte materno delle donne campane che vivono in prossimità dei cumuli di rifiuti è più inquinato. Come se fosse normale apprendere che nel sangue degli abitanti di Pianura, quartiere di Napoli, dove ancora vivo è il ricordo di una imponente discarica malgestita e non bonificata, hanno rintracciato livelli di diossina tipo “Seveso” (la più pericolosa) tre volte superiori a quelle dei paesi meno contaminati e livelli di cadmio e diossine-benzofurani doppi.

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L10 Torino: tutte le risposte della politica

Conculso il percorso di Libera Piemonte sulla piattaforma politica per Torino sottoposta ai candidati

tratto da http://www.liberainformazione.org

L10

Oltre 100 persone hanno stretto tra le mani la piattaforma L10 Torino di Libera. Hanno letto le proposte contenute, le hanno commentate, si sono confrontate ed hanno espresso il loro parere. Sono consiglieri, assessori, cittadini, segretari di partito, candidati sindaco. L10 Torino, piattaforma politica proposta da Libera in vista del rinnovo del Consiglio Comunale e dell’elezione del sindaco della nostra città, ha concluso il percorso iniziato mesi fa. Le priorità di Libera per il futuro di Torino sono state proposte a tutti gli attori che giocheranno un ruolo da protagonisti nel Governo della nostra città.

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ROMANO MINISTRO, NUOVA FRATTURA TRA BERLUSCONI E NAPOLITANO

Il premier nelle mani dei Responsabili. E promette 12 nuovi sottosegretari.

Quello che si è consumato ieri tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi sulla nomina a ministro di Saverio Romano è uno strappo senza precedenti. Iniziato al mattino e reso ancor più grave dall’evolversi della giornata.La salita al Colle del Cavaliere per la nomina a ministro dell’ex Udc è stata una vera e propria forzatura. Il Capo dello Stato aveva infatti già espresso a Berlusconi le sue perplessità sulla nomina a ministro di un indagato per mafia. Nel loro precedente incontro aveva infatti consigliato al Cavaliere di attendere il primo aprile per la nomina, il giorno in cui i giudici valuteranno se archiviare o imporre lo svolgimento di nuove indagini su Romano accusato di concorso in associazione mafiosa.

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GLI STUDENTI RICORDANO MAURO ROSTAGNO

di Norma Ferrara – 28 febbraio 2011
Il 5 marzo a Calatafimi Segesta la terza edizione del premio dedicato al giornalista ucciso dalla mafia.

Nell’era dell’informazione telematica, si può pensare che un vero giornalista antimafia sia condannato all’isolamento o ad essere bersaglio dei mafiosi? Le recenti rivolte scoppiate in tutto il Maghreb hanno dimostrato l’importanza del giornalismo partecipativo o citizen journalism, ritiene che tale forma di giornalismo possa contribuire a rendere più libera l’informazione che riguarda la mafia?». Queste alcune delle domande che più di 600 ragazzi siciliani hanno elaborato per dialogare con il sociologo – giornalista Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia a Palermo il 3 settembre del 1982.
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