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Archive for the ‘Università’ Category

GENOVA, 17 MARZO 2012


Si svolgerà a Genova il prossimo 17 marzo la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e  dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi  di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’  ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano  delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

 Anche quest’anno UniLibera sarà presente alla “Giornata della Memoria e dell’impegno”.

 Invitiamo tutti gli STUDENTI UNIVERSITARI a venire con noi a Genova. Accettiamo le adesioni fino al  15/02: basta scrivere al nostro indirizzo mail ( unilibera@gmail.com ) indicando Nome,  Cognome, Data di nascita, indirizzo e-mail e numero di telefono. Il costo del viaggio in  autobus è di 5 euro**!

 

** Prezzo agevolato per gli studenti universitari che verrano con Unilibera, grazie al finanziamento del 50% del biglietto. L’iniziativa fa parte del nostro progetto “Operazione Minotauro: riavvolgiamo il filo di Arianna”  finanziato dall’Università degli Studi di Torino.

 

“L’ITALIA SONO ANCH’IO”: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’.

Lunedì, a Palazzo Nuovo, Lamine Sow (CGIL Torino) e Diego Montemagno (Acmos) hanno presentato la campagna “L’Italia sono anch’io”, raccolta firme per una doppia proposta di legge:

la prima riguarda un tema che pochi giorni fa ha fatto discutere vari politici, primo fra tutti il presidente Napolitano che ha dichiarato: “è assurdo non dare la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia”. E’ un obbiettivo della campagna far discutere su questo tema, far capire che esiste il diritto di suolo e che chi nasce in Italia e vive in Italia non può che essere italiano: la sua persona si formerà nel nostro Paese e non potrà mai sentirsi cittadino di un Paese, quello dei genitori, che non ha mai conosciuto. L’intervento di Napolitano è quindi un primo segno positivo per la campagna.

La seconda proposta di legge riguarda il diritto di voto degli immigrati che hanno da cinque anni un regolare contratto di lavoro. Il motivo è semplice: lavora, paga la tasse,dunque fa parte del sistema Italia e proprio per questo ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione attraverso il voto. Spesso gli immigrati vengono utilizzati come strumento di propaganda elettorale, vengono sbandierate battaglie per i loro diritti e poi mai nessun fatto concreto. Il diritto di voto per le elezioni amministrative e regionali, consente di dar il giusto peso ad una fascia della popolazione che da troppo tempo viene trascurata.

Due proposte che Lamine Sow ha definito una “battaglia di civiltà” perché queste due leggi sono in accordo con le direttive europee già adottate da molti stati membri. E’ una battaglia che serve a far valere i diritti degli immigrati ma che ci permette anche di descrivere il nostro Paese per quello che è: non siamo più un Paese di emigrazione, ma di immigrazione. Un Paese che grazie a queste nuove forze può tornare a crescere, così come la Germania è diventata una grande potenza grazie agli immigrati.

Il comitato per “l’Italia sono anch’io” invita tutti sabato 17 Dicembre in piazza Carignano per presentare le proposte e per approfondire il tema.

Per maggiori informazioni http://www.litaliasonoanchio.it

Noi di UniLibera saremo a Palazzo Nuovo per la raccolta firme. Nei prossimi giorni vi comunicheremo i giorni in cui potrete firmare!

UniLibera

Presidio “R. Antiochia”

INCONTRO-CONFERENZA “L’ITALIA SONO ANCH’IO”


Lunedì 5 Dicembre 2011

Ore 18

Aula 7

Palazzo Nuovo (Via Sant’Ottavio 20, Torino)

Interverrano:

  • Lamine Sow – CGIL Torino
  • Diego Montemagno – Responsabile comunit Casa Acmos

In occasione della campagna di raccolta firme per i diritti alla cittadinanza e per il diritto di voto per le persone di origine straniera “L’italia sono anch’io”, UniLibera organizza un incontro-conferenza per presentarla agli studenti universitari.

Si può nascere in Italia ma non e­ssere considerati italiani. Questo succede a chi ha genitori di origine straniera, è nato e cresciuto qui, ma solo compiuti i 18 anni può chiedere la cittadinanza. Se fo­sse nato in America, sarebbe americano.

L’Italia è un paese che accoglie i bambini stranieri grazie ai ricongiungimenti famigliari, e poi li esclude. Vanno a scuola, hanno amici, si sentono italiani. Ma alla maggiore età sono  costretti a un lungo percorso burocratico se vogliono ottenere la cittadinanza.

L’Italia dà lavoro agli stranieri e per lavoro ne consente la regolarizzazione. Anche il lavoratore straniero paga le ta­sse ma non può scegliere chi deve amministrare la città in cui vive. La Convenzione sulla partecipazione di Strasburgo prevede che poss­a votare.

L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell­’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera questo principio è disatteso.

Le leggi in vigore che riguardano le persone di origine straniera producono ingiustizia sociale.

 

LA SPAGNA ALLE URNE SOTTO LA PRESSIONE DEL MOVIMENTO “DEMOCRACIA REAL YA”

“Da oggi chiamateci pure 22-M, perchè il movimento rinnova la lotta!” dicono dal microfono dellaPuerta del Sol di Madrid mentre annunciano una nuova settimana di occupazione. La protesta nel nome di una “Democracia Real Ya”, iniziata dopo la manifestazione dello scorso 15-M, non recede. Anzi, è proprio dal cuore della Spagna che arriva la conferma di quello che si respirava da giorni: “Sentiamo la responsabilità di andare avanti – dice Raul, madrileno e padre di 2 bimbi – ed ottenere qualcosa per questi ragazzi. Altrimenti tutta l’energia che abbiamo investito non è servita a nulla”.

(continua…)

Sciopero generale, adesione alta ai cortei della Cgil. Scontri a Torino tra manifestanti e Polizia

Si manifesta in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dalla Cgil quattro mesi fa. Il primo per Susanna Camusso alla guida del sindacato di Corso Italia da meno di un anno e il quarto sotto il governo Berlusconi. Tanti cortei in diverse regioni italiane, locali regionali e territoriali perché spiegano gli organizzatori della Cgil: “La crisi è ovunque anche nelle piccole realtà del Paese”. Sembra dunque una scelta voluta, quella di non convogliare, come al solito, la protesta tutta a Roma che per l’occasione è stata comunque invasa da decine di migliaia di manifestanti e semiparalizzata a causa del blocco dei mezzi pubblici.

REVISIONE DEGLI STATUTI, CAOS NEGLI ATENEI

L’obbligo di rivedere gli statuti degli atenei per adeguarli alla legge Gelmini ha scatenato il caos nelle università italiane. Il testo approvato dal Parlamento, infatti, è allo stesso tempo molto rigido nello scandire i tempi e molto generico nello stabilire le modalità di attuazione. In pratica, nessuno sa bene cosa dev’essere fatto, ma l’importante è farlo in fretta e cercare di compiacere la ministra.

Perfino le modalità di elezione della commissione che deve rivedere lo statuto cambiano tra ateneo e ateneo: elezioni a suffragio universale per tutti (Trieste) o almeno per la rappresentanza studentesca (Messina), consultazioni con il Consiglio degli Studenti (Padova), nomina dall’alto da parte del rettore (Napoli). Un caso a parte è Torino, dove il Senato degli studenti aveva designato democraticamente due rappresentanti ma il rettore si è rifiutato di nominarne uno, dato che sono entrambi oppositori della riforma. A Catania la presentazione da parte del rettore di liste bloccate a Senato e Cda ha generato la rivolta dei presidi, che minacciano un ricorso al Tar, mentre studenti, precari e ricercatori continuano la mobilitazione chiedendo un processo di partecipazione democratica.
(continua…)

La Lettera di Giuseppe Gati’ a Peppino Impastato 25 maggio 2008

da 19luglio1992.com – 1° febbraio 2011
“Tra gli scritti di Giuseppe abbiamo trovato questa lettera incompiuta a Peppino Impastato scritta il 25 Maggio 2008.

È una bozza di un articolo destinato a “Qui Campobello Libera”, un giornalino fondato da Giuseppe con alcuni amici sulla scia di “Qui Milano Libera” e il blogger Piero Ricca, di cui sono usciti solo pochi numeri.
Questa lettera non è mai stata completata, nè pubblicata.
Quei puntini di sospensione siano per noi qualcosa a cui aggrapparci per continuare quello che Giuseppe ha iniziato, con il suo coraggio e la sua purezza.”

LETTERA A PEPPINO IMPASTATO

di Giuseppe Gatì

Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come Peppino, attivista contro la mafia…

Caro Peppino,
Sono passati ormai 30 anni dalla tua morte, dal giorni in cui salutasti la tua Sicilia.
Quanto la amavi questa terra eh? La amavi cosi’ tanto da sacrificare la tua vita cercando di poterla cambiare
Quante lotte, e quante volte coi denti stretti e I pugni in tasca ti sei “arraggiato” contro lo schifo che ti circondava.
Non so se da qualche parte hai visto quello che hai lasciato, quanto altro sangue è scorso dopo il tuo, quante mogli rimaste vedove, e quanti bambini diventati orfani.
La Mafia ha continuato a mietere altre vite dopo la tua, anche se adesso si è “ammodernata” anche lei.
I mafiosi non vanno piu’ in giro con la coppola e I baffetti, ma indossano giacche a doppiopetto e qualche volta occupano addirittura ruoli istituzionali, oppure fanno eleggere amici e galoppini .

Ah scusami! Con la fretta ho dimenticato di presentarmi, anche io come te mi chiamo Giuseppe, e con un gruppo di amici ci siamo “amminchiati” come te, a voler fare qualcosa per vedere le cose girare nel verso giusto.
Siamo stanchi di vivere, anzi di sopravvivere tra compromessi, favoritismi, raccomandazioni e “buone parole”.
Certo potresti dire che anche tu sei stanco, ma di sentire sempre le stesse cose da giovani ventenni, che credono di poter cambiare il mondo, ma che alla fine si adegueranno a questa societa’.
Oggi come allora, chi alza un po di piu’ la testa, viene etichettato come comunista, anarco insurrezionalista, no global, appartenente ad un non ben definito centro sociale o meglio ancora terrorista.
Ma ritorniamo alla situazione attuale del nostro paese.
Dopo la tua morte, qualche “illuso” magistrato, si era messo in testa di fare il suo dovere (e perche’ mai poi?), osando addirittura insinuare che tra mafia e politica esistesse un certo connubbio (che idiozia!), finendo le loro indagini tre piedi sotto terra. A fargli compagnia, si unirono anche giornalisti (che avevano la presunzione di fare nomi e cognomi del malaffare), imprenditori (vergognosamente rifiutati di pagare il pizzo), normali cittadini (con un’insensata voglia di legalita’ e giustizia).
Non ti preoccupare comunque, non va mica cosi male di come potresti pensare?!
Oggi I magistrati non vengono piu’ fatti saltare in aria, ma vengono ridicolizzati, screditati, ed infine trasferiti; le bocche dei giornalisti, tappate dai loro stessi direttori o editori perche’ non si puo’ certo parlare male dei cosiddetti “poteri forti”; il singolo cittadino non viene piu’ messo al corrente dell’approvazione di certe leggi…

Giuseppe Gatì

tratto da:

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/32733/48/

Nel 2010 scoperti 8.850 evasori totali e quasi 4.500 finti invalidi o poveri

ROMA – Redditi non dichiarati per quasi 50 miliardi di euro, 8.850 evasori totali, quasi 4.500 tra falsi invalidi e finti poveri, sequestri per oltre tre miliardi alla criminalità organizzata e per oltre 110 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi. Questi i dati principali del rapporto sull’attività della Guardia di Finanza nel 2010.

Evasione fiscale. Si tratta dell’aspetto più rilevante, quello le cui cifre fanno più impressione. Sono stati scoperti redditi non dichiarati per 49,245 miliardi di euro. La somma – già resa nota dal comandante delle Fiamme Gialle 1, il generale Nino di Paolo, ai membri della Commissione Finanze della Camera in un’audizione lo scorso 26 gennaio – è cresciuta del 46% rispetto al 2009.

Inoltre sono stati individuati 8.850 evasori totali (in aumento del 18% rispetto all’anno precedente): persone e aziende che pur svolgendo attività economiche non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi e che nel 2010 hanno evaso redditi per oltre 20 miliardi (+47% rispetto al 2009) e Iva per 2,6 miliardi. Di questi, 3.288 hanno evaso più di 77mila euro di imposte. E sempre nel 2010 gli italiani hanno anche evaso quasi 30,5 miliardi di Irap e 6,3 miliardi di Iva. 635 invece i milioni di ritenute non versate o non operate.

Dei quasi 50 miliardi nascosti al fisco, 10,5 sono quelli individuati nei casi di evasione fiscale internazionale, quasi il doppio del 2009 (5,8 miliardi), realizzati trasferendo fittiziamente all’estero la residenza di persone fisiche o società, triangolazioni con paesi off-shore e omesse dichiarazioni di capitali detenuti all’estero. I soldi di questi evasori sono principalmente in Lussemburgo e in Svizzera, dove è stato individuato più del 50% degli oltre 10 miliardi evasi. Seguono il Regno Unito (7%), Panama (6%), San Marino e Liechtenstein (2%). Complessivamente, emerge dal rapporto, nel 2010 i militari della Guardia di Finanza hanno svolto 31.777 verifiche sui fenomeni di evasione, elusione e sulle frodi più gravi e diffuse, 79.872 controlli sui singoli atti di gestione e 779.863 controlli strumentali, quelli riguardanti il rilascio di scontrini e ricevute fiscali. Infine, sono 18.541 (+12% rispetto al 2009) i lavoratori utilizzati in nero da 7.822 datori di lavoro, di cui 5.508 di origine extracomunitaria.
(continua…)

Lettera ai ragazzi del movimento – Roberto Saviano

Lettera ai ragazzi del movimento

CHI LA LANCIATO un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.

Ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo non appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un’altra Italia.

[continua a leggerlo su Repubblica.it]

Ddl Gelmini, la riforma dell’Università slitta a dopo il voto di fiducia

La riforma dell’Università sarà discussa in aula al Senato dopo il dibattito sulla fiducia previsto per martedì 14 dicembre: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo al cui interno c’è stata la ferma opposizione delle minoranze contro ogni ipotesi di calendarizzare la riforma prima del dibattito sulla fiducia.

Il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, aveva proposto di calendarizzare il ddl Gelmini già per la prossima settimana così da approvarlo prima del dibattito sulla fiducia, in programma per lunedì 13 dicembre. Contro la proposta di Gasparri si sono schierate le opposizioni. E’ stato il presidente del Senato, Renato Schifani, a mediare fra le due posizioni e a suggerire la convocazione di una nuova conferenza dei capigruppo per martedì 14 dicembre così da prevedere la rapida calendarizzazione del ddl Gelmini. Rispetto alle posizioni inconciliabili di maggioranza e opposizione, il capogruppo finiano al Senato, Pasquale Viespoli ha suggerito di procedere la prossima settimana con una serie di audizioni sul ddl “senza che questo costituisca una furbata o una scorciatoia” per chiunque pensasse di arrivare al voto del provvedimento.

(continua…)

Comunicato da Palazzo Campana Occupato

Da martedì prossimo alla Camera dei Deputati inizierà la parte finale dell’iter di approvazione del DDL “Gelmini” destinato a distruggere l’università e la ricerca pubblica di questo Paese. 368 giorni fa, il 17 novembre 2009, a Torino occupammo il rettorato della nostra università per denunciare i rischi enormi di questa proposta di legge, che racchiude in sé tutte le contraddizioni politiche e sociali che la nostra generazione si trova a dover combattere: un futuro di precarietà; la cancellazione della democrazia dai processi decisionali; la mercificazione della conoscenza; la ricerca insensata del profitto da ogni attività sociale e culturale.

(continua…)

La mafia di libri e fotocopie

di Luisa Santangelo
Un docente della facoltà di Giurisprudenza di Catania avrebbe minacciato di segnalare alla Guardia di Finanza alcuni suoi studenti, colpevoli di essersi presentati all’esame con un testo interamente fotocopiato: pratica illegale e difficile da contrastare, dicono i librai, che però puntano il dito anche contro i prof.

(continua…)

BORSE DI STUDIO: PRIMA VITTORIA DEGLI STUDENTI

Oggi all’ingresso del Salone del Gusto un presidio di studenti e studentesse borsisti dell’EDISU Piemonte ha accolto l’arrivo dei visitatori e degli ospiti della fiera informando sulla situazione del diritto allo studio.

La giornata era stata intitolata “Sala studio al Salone del gusto! Per non perdere il gusto di studiare!” e l’obiettivo di incontrare Cota e chiedere conto della situazione è stata raggiunto grazie alla presenza degli studenti ed alle reiterate richieste.

L’incontro con il Presidente Cota e l’Assessore Cirio si è svolto davanti alla biglietteria del Salone del gusto dove gli studenti erano in presidio. I borsisti hanno fatto presente al Governatore la questione dei tagli e le richieste sono state: il ripristino dei fondi regionali e le pressioni verso il Governo nazionale per il ritiro del taglio ministeriale.

(continua…)

COME LA MAFIA SI FA IMPRESA

Il 10 marzo si concluderà il progetto di UniLibera “Come la mafia si fa impresa”, in preparazione alla XV giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie che quest’anno si terrà a Milano.

Sempre più spesso la mafia entra nell’imprenditoria del nostro Paese e per questo UniLibera ha scelto di formarsi analizzando, grazie al contributo di esperti, i punti di contatto tra mafia ed impresa: dal riciclaggio del denaro, al lavoro nero, alle ecomafie per passare poi alle infiltrazioni mafiose negli appalti.

Discutiamo proprio di questo mercoledi 10 marzo nel corso dell’incontro: “Cementi criminali: infiltrazioni mafiose tra appalti ed emergenza”. Interverranno: Rocco Sciarrone (Docente di Sociologia Generale presso l’ Università di Lettere e Filosofia di Torino) e Angelo Venti (giornalista e direttore del giornale on line site.it).

L’appuntamento è per le ore 18.00 in aula 35 a Palazzo Nuovo! (Via Sant’ ottavio 20)

Vi aspettiamo!

COME LA MAFIA SI FA IMPRESA

UniLibera vi invita a partecipare al terzo incontro del progetto “Come la mafia si fa impresa”!!!

L’ iniziativa dal titolo “Ecomafie: Sempre verdi” si terrà il 3 marzo presso la Facoltà di Agraria (Via Leonardo Da Vinci 44 a Grugliasco)   alle ore 15.00 in aula C (1° piano).

Interverranno: Davide Mattiello (referente di Libera Piemonte) e Beppe Ruggiero (giornalista, responsabile ufficio stampa di Legambiente Campania e coautore del documentario “A biutiful cauntri”).

Vi aspettiamo!

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