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	<title>Unilibera</title>
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		<title>INCONTRO &#8220;CORRUZIONE: QUANTO CI COSTA?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 10:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo il paese in cui 20 anni fa scoppiò lo scandalo Tangentopoli. In seguito all&#8217;inchiesta di &#8220;Mani Pulite&#8220;, si scoprì che &#8220;la mazzetta&#8221; era ormai diventata centrale nei rapporti politica-imprenditoria-affari, tanto che i pm coniarono il termine &#8220;DAZIONE AMBIENTALE&#8221;: significava che &#8220;dare&#8221; la mazzetta era un&#8217;azione ormai intrinseca al sistema. Il problema di fondo non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/04/definitiva.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-2463" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: 2px; border-width: 0px; margin: 1px;" title="definitiva" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/04/definitiva-724x1024.jpg" alt="" width="234" height="331" /></a></p>
<p>Siamo il paese in cui 20 anni fa scoppiò lo scandalo <em>Tangentopoli</em>. In seguito all&#8217;inchiesta di &#8220;<em>Mani Pulite</em>&#8220;, si scoprì che &#8220;la mazzetta&#8221; era ormai diventata centrale nei rapporti politica-imprenditoria-affari, tanto che i pm coniarono il termine &#8220;DAZIONE AMBIENTALE&#8221;: significava che &#8220;dare&#8221; la mazzetta era un&#8217;azione ormai intrinseca al sistema.</p>
<p>Il problema di fondo non riguarda solo le misure decisamente poco adeguate al contrasto di questo fenomeno criminale, ma anche le ricadute che tutto questo ha sull&#8217;intera economia del paese.</p>
<p>Nel <em>1980</em> il debito pubblico corrispondeva al <em>60% del PIL</em>. Nel <em>1992</em>, anno in cui Tangentopoli venne scoperchiata, si calcolava al <em>120%</em>.</p>
<p><strong>OGGI</strong>, la Corte dei Conti stima che <strong>la corruzione costa</strong> alle casse dello Stato italiano <strong>60 miliardi di euro</strong> all&#8217;anno.</p>
<p>Una cifra che rappresenta l&#8217;importo di due o tre manovre finanziare.<strong>C&#8217;è da riflettere!</strong></p>
<p><strong><em>UNILIBERA</em></strong>, in collaborazione con il <em>Presidio di Libera &#8220;Ninni Cassarà&#8221;</em> vi invita a partecipare all&#8217;incontro:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>CORRUZIONE: quanto ci costa?</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>17 Aprile 2012<br />
h.16:00</strong></p>
<p><strong>Palazzina Einaudi &#8211; AULA 7</strong><br />
<em>Lungo Dora Siena, 68/a &#8211; Torino</em></p>
<p>Interverrano:</p>
<p>• <strong>Raphael ROSSI</strong> - Tecnico in tema di rifiuti e testimone di giustizia di un inchiesta riguardante l’AMIAT di Torino, nella quale ha esposto una denuncia per corruzione;</p>
<p>•<strong>Alberto VANNUCCI</strong> - Docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell&#8217;Università di Pisa e ideatore presso la stessa Università del Master &#8220;Analisi, prevenzione e    contrasto della criminalità organizzata e della corruzione&#8221; promosso in collaborazione con Libera e Avviso Pubblico&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Ingresso libero fino ad esaurimeto posti.</p>
<p style="text-align: left;">info:  unilibera@gmail.com</p>
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		<title>&#8220;unVENTOdiPOTERE&#8221; ALLE OFFICINE CORSARE</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 07:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[MAFIA AL NORD]]></category>
		<category><![CDATA[operazione minotauro]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[TYC]]></category>
		<category><![CDATA[un vento di potere]]></category>

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		<description><![CDATA[ Avete mai giocato a carte?  Si possono fare molti giochi con le carte.   Quattro semi, le figure, il cavallo, il Re…  Chiunque sa che per vincere ci vogliono abilità e fortuna.  Poi ovviamente sta al giocatore non farsi ipnotizzare, non cadere in quel labirinto  che ti fa perdere il senso della realtà.  C’è qualcosa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/03/ventodipotere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2449" title="ventodipotere" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/03/ventodipotere-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a> Avete mai giocato a carte?</em><br />
<em> Si possono fare molti giochi con le carte. </em><br />
<em> Quattro semi, le figure, il cavallo, il Re…</em><br />
<em> Chiunque sa che per vincere ci vogliono abilità e fortuna.</em><br />
<em> Poi ovviamente sta al giocatore non farsi ipnotizzare, non cadere in quel labirinto  che ti fa perdere il senso della realtà.</em><br />
<em> C’è qualcosa di magico in queste carte…</em><br />
<em> In queste figure, in questi disegni…</em><br />
<em> Avete mai provato a guardare ogni singola carta, ma veramente?</em><br />
<em>Vi siete mai chiesti se sia davvero possibile leggerci dentro un destino?</em></p>
<p>Le carte di “Un Vento di Potere” raccontano le storie e le parole della ‘ndrangheta, con i suoi riti, le sue figure, i suoi labirinti di controllo e gestione in tutta Italia.<br />
Le carte raccontano dei destini incrociati di un giovane, un politico, un imprenditore e un vecchio.<br />
Le carte raccontano del potere delle parole e della ferocia del silenzio.</p>
<p>UniLibera invita tutti allo spettacolo &#8220;Un Vento di Potere&#8221; che si terrà <strong>Martedì 3 Aprile 2012 alle h 21.00</strong> nel cubo del TYC (Officine Corsare, <strong>Via Pallavicino 35</strong>).</p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni sullo spettacolo visitate la pagina <a href="http://unventodipotere.liberapiemonte.it/">http://unventodipotere.liberapiemonte.it/</a></p>
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		<title>21 MARZO 2012: PALAZZO NUOVO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 09:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[21 marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno per ricordare le  vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche  occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere  dal loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2441" title="21MARZO mod" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/03/21MARZO-mod-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></p>
<p>Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la <strong><strong>Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno per ricordare le  vittime innocenti di tutte le mafie</strong></strong>. Il 21 marzo è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche  occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere  dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il  dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.</p>
<p align="LEFT"> E&#8217; stata scelta questa data per vari motivi:</p>
<p align="LEFT"><em><strong> 21 marzo</strong></em>, primo giorno di primavera, per questo grande <em><strong>abbraccio </strong></em>ai familiari delle vittime.</p>
<p align="LEFT"><em><strong> 21 marzo</strong></em> perchè è un giorno di speranza, si lascia l&#8217;inverno per avviarsi alla primavera.</p>
<p><em><strong> 21 marzo</strong></em> perchè non è collegato ad un evento tragico particolare.</p>
<p><em><strong> 21 marzo</strong></em> perchè potesse accogliere tutte le vittime innocenti</p>
<p><em><strong> 21 marzo</strong></em> per restituire il diritto al nome anche alle vittime dimenticate o mai conosciute.</p>
<p align="LEFT"><strong>UniLibera</strong> vuole ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie con la lettura dei nomi dentro l&#8217;università. Il <strong>21 Marzo 2012 h 12.00</strong>, nell&#8217;<strong>atrio</strong> di <strong>Palazzo Nuovo</strong>, leggeremo insieme la lunga lista dei nomi.</p>
<p align="LEFT">Chi vuole partecipare alla lettura dei nomi, può farlo scrivendo al nostro indirizzo: <a href="mailto:unilibera@gmail.com">unilibera@gmail.com</a></p>
<p align="LEFT">Vi aspettiamo numerosi!</p>
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		<title>I MILLE DI CALATAFIMI</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 21:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Studenti corleonesi vincono il premio giornalistico dedicato a Mauro Rostagno. Caselli ai giovani: «rinunciare a compromessi e denunciare illegalità»  Molti di loro sono partiti alle prime luci dell&#8217;alba con tanto sonno e un pizzico di emozione. Altri sono        giunti da province più vicine e molti altri ancora hanno seguito a distanza questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Studenti corleonesi vincono il premio giornalistico dedicato a Mauro Rostagno. Caselli ai giovani: «rinunciare a compromessi e denunciare illegalità»</strong></span></p>
<p><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/03/QuartaEdizione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2433" title="QuartaEdizione" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/03/QuartaEdizione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Molti di loro sono partiti alle prime luci dell&#8217;alba con tanto sonno e un pizzico di emozione. Altri sono        giunti da province più vicine e molti altri ancora hanno seguito a distanza questo concorso giornalistico    che li ha visti lavorare con 56 scuole della regione su informazione e antimafia. All&#8217;appuntamento con la    quarta edizione del premio &#8220;Mauro Rostagno&#8221; sono arrivati in seicento, una delegazione degli oltre mille  partecipanti. I Mille di Calatafimi Segesta: giovani impegnati e curiosi intenzionati a capire quale possa  essere oggi il ruolo della società civile nella lotta alle mafie. A Calatafimi Segesta al premio organizzato  dal presidio locale di Libera e dal settore informazione e formazione dell&#8217;associazione, ad attenderli,  quest&#8217;anno c&#8217;è il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli.</p>
<p>A selezionare i lavori realizzati dai ragazzi una commissione di giornalisti presieduta dal direttore della sede Rai Sicilia, Salvatore Cusimano, i colleghi, Rino Giacalone (collaboratore di numerose testate nazionali, da Libera Informazione al Fatto quotidiano) Manuela Modica, collaboratrice per L&#8217;Unità e Repubblica, Renato Camarda, già direttore de &#8220;L&#8217;Isola Possibile&#8221; responsabile del settore informazione di Libera a Catania e Davide Mancuso, redattore de &#8220;A Sud d&#8217;Europa&#8221;, testata del Centro Studi Pio La Torre. Il primo posto, fra i cinque finalisti, è andato al gruppo di studenti del liceo di Corleone, rappresentati da Bianca Rumore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-2432"></span></p>
<p><em><strong>Il Faccia a Faccia</strong></em></p>
<p>Dall&#8217;importanza del riutilizzo sociale dei beni confiscati, al ruolo della società civile contro le mafie, dal ritardo del Centro Nord nel contrasto alle mafie alla &#8220;credibilità&#8221; della politica su questo tema, gli studenti hanno realizzato una intervista a più voci al magistrato a lungo impegnato nella lotta a mafie e al terrorismo nel nostro Paese. Un dibattito intenso che ha visto i finalisti impegnati con domande frutto del lavoro di gruppo ma anche &#8220;domande libere&#8221; scaturite dal confronto con il procuratore. «Il lavoro di Libera e delle associazioni antimafia dimostra che e&#8217; possibile seguire una strada di legalità e di indipendenza dal giogo mafioso, librando il territorio dal controllo della criminalità – ha dichiarato durante il confronto, il magistrato Caselli. Accanto a questo, servirebbe l&#8217;apporto decisivo delle istituzioni che troppo spesso abdicano al loro compito lasciando ai mafiosi l&#8217;opportunità di garantire i diritti fondamentali». «Per questo invito i giovani &#8211; ha aggiunto &#8211; a vivere il presente senza compromessi, denunciando cio&#8217; che non va, senza pensare che tutto sia immutabile ma con la consapevolezza che il domani lo costruiamo oggi. Vivendo nel coraggio e nell&#8217;impegno collettivo contro le ingiustizie e l&#8217;illegalità». Il procuratore Caselli è stato accolto dai ragazzi con &#8220;particolare affetto e riconoscimento&#8221; – come ha sottolineato il referente del presidio di Libera a Calatafimi Segesta, Vito D&#8217;Angelo, animatore e ideatore del premio giornalistico. La Commissione, composta da colleghi giornalisti, ha evidenziato, attraverso la voce del presidente, Salvatore Cusimano, &#8220;la qualità e la pertinenza dei lavori giunti alla Commissione e anche la capacità dimostrata dai ragazzi di gestire l&#8217;intervista dal vivo&#8221; e poi proclamato vincitori di questa quarta edizione i giovani studenti del liceo don Colletto di Corleone, portavoce Bianca Rumore. Bianca, preparata e motivata, ha un bel viso e una voce pacata ma determinata e rappresenta (confermandolo) il volto pulito della nuova generazione di corleonesi che ha visto nascere sul proprio territorio il riutilizzo sociale dei beni confiscati e un&#8217;antimafia sociale e istituzionale. Oggi sa di trovarsi, su questo tema, un passo avanti a molti altri. Le domande realizzate con i compagni di scuola sono ispirate da questo esempio concreto di antimafia sociale ma anche da una capacità di intravedere quanto oltre la linea Gotica, al Nord, la lotta alle mafie sia ancora ai blocchi di partenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Riconoscimento ai giovani cronisti &#8220;Roberto Morrione&#8221;</strong></em></p>
<p>Durante la giornata, moderata dalla giornalista di Libera, Francesca Rispoli, è stato ricordato il direttore di Libera Informazione, cofondatore di questo premio dedicato a Rostagno, attraverso le parole del collega, Salvatore Cusimano e con un video messaggio inviato ai giovani, da Mara Filippi Morrione, moglie del giornalista. A Roberto Morrione, scomparso nel maggio scorso dopo una lunga malattia, il presidio di Libera a Calatafimi Segesta, ha voluto dedicare un riconoscimento. Concordato con i familiari del giornalista scomparso e guardando alle nuove generazioni di cronisti, cui Morrione aveva dedicato particolare attenzione, nasce dunque un &#8220;Riconoscimento ai giovani cronisti&#8221;.</p>
<p>Questo momento simbolico sarà, di anno in anno deciso dalla Commissione dei giornalisti del premio Rostagno e concordato con i familiari di Roberto e dedicato &#8220;a giovani giornalisti, free lance, volontari dell&#8217;informazione, singoli cittadini o associazioni che si siano distinti nell&#8217;ultimo anno per aver portato avanti una battaglia per i diritti sul territorio siciliano, aver illuminato una storia nascosta e/o portata all&#8217;attenzione dei mass media e dell&#8217;opinione pubblica&#8221;. In questa sua prima edizione a vincerlo la redazione de &#8220;Il Clandestino&#8221; di Modica. Una delegazione di cinque redattori del giornale sono arrivati da Modica a Calatafimi per ricevere questa targa che va, in particolare, all&#8217;impegno profuso sul versante delle inchieste e del racconto del territorio che – come raccontano – &#8220;è nato prima sui banchi di scuola e poi continuato nei garage di casa nostra&#8221;.</p>
<p>Oggi il Clandestino è una realtà che racconta non solo di Modica, di mafie e di illegalità ma anche di Sicilia. Fra le inchieste più delicate quella sulle condizioni in cui versava l&#8217;ospedale di Modica e quella sul centro commerciale della città. Sorridenti e scanzonati ma responsabili e con i piedi per terra, i redattori del Clandestino si sono aggiudicati questo riconoscimento nel nome di Morrione, che dell&#8217;informazione della &#8220;base siciliana&#8221;, come Il Clandestino (che aveva conosciuto e seguito) apprezzava sovente la qualità del loro lavoro, lo spirito di gruppo che li unisce, la passione per questo mestiere. E lo sguardo rivolto al futuro.</p>
<p>In quella che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha riconosciuto come la città simbolo dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, è ancora una volta l&#8217;antimafia e il lavoro quotidiano di tanti giovani a restituire il significato più intimo di un Paese concretamente unito contro le mafie.</p>
<p>L&#8217;appuntamento con il premio Mauro Rostagno è al prossimo anno sempre a Calatafimi Segesta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRATTO DA<strong>  <em>liberainformazione</em></strong><em>: <a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16877" target="_blank">http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16877</a></em></p>
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		<title>VIAGGIO NELL&#8217;IMPERO ECONOMICO DELLE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 22:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[La due giorni di “Mafie al Nord”, svoltasi a Torino il 7 e l&#8217;8 Ottobre, ci ha spinti a studiare il fenomeno mafioso dal punto di vista economico. Nasce così l&#8217;incontro “Viaggio nell&#8217;impero economico delle organizzazioni mafiose” che si terrà presso la Facoltà di Economia (Corso Unione Sovietica 218,bis) nell&#8217;aula 8, il 5 Marzo 2012, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/02/economia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2419" title="economia" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/02/economia-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p>La due giorni di “Mafie al Nord”, svoltasi a Torino il 7 e l&#8217;8 Ottobre, ci ha spinti a studiare il fenomeno mafioso dal punto di vista economico. Nasce così l&#8217;incontro <strong>“Viaggio nell&#8217;impero economico delle organizzazioni mafiose”</strong> che si terrà presso la <strong>Facoltà di Economia</strong> (Corso Unione Sovietica 218,bis) nell&#8217;<strong>aula 8</strong>, il <strong>5 Marzo 2012, alle 17.00</strong>.</p>
<p>Due aspetti fondamentali, emersi da “Mafie al nord”, saranno al centro del dibattito: <strong>presenza mafiosa nel Nord Italia</strong> e associazionismo anti-racket. La <strong>referente regionale di Libera Piemonte</strong> ci parlerà della presenza delle Mafie al Nord e della loro azione di infiltrazione a livello capillare nell&#8217;economia del Nord Italia. L&#8217;altro punto chiave che abbiamo scelto di trattare è la mancanza, nel nord Italia, di organizzazioni antiracket. <strong>Dario Riccobono </strong>di <strong>Addiopizzo</strong>, racconterà l&#8217;esperienza della sua associazione, che in una terra difficile come la Sicilia, sta diventando il punto di riferimento per molti negozianti e imprenditori che decidono di denunciare i propri estorsori.</p>
<p>In vista del 21 Marzo <strong>“Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie” </strong>vi invitiamo a questo incontro, per conoscere meglio quali sono i punti di forza della <strong>&#8216;ndrangheta</strong> sul nostro territorio e quali sono i passi da fare per combatterla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">nota</span></p>
<p>L&#8217;incontro è stato modificato in quanto il Prof. Razzante non presenzierà più l&#8217;incontro a causa di un impegno improcrastinabile ed istituzionale.</p>
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		<title>GENOVA, 17 MARZO 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà a Genova il prossimo 17 marzo la diciassettesima edizione della &#8220;Giornata della Memoria e  dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime delle mafie&#8221;, promossa dall&#8217;associazione Libera. La Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi  di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell&#8217;  ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/02/banner2012xsito.jpg"><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-2409" title="banner2012xsito" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/02/banner2012xsito.jpg" alt="" width="162" height="245" /></a></strong></p>
<p>Si svolgerà a Genova il prossimo 17 marzo la diciassettesima edizione della &#8220;Giornata della Memoria e  dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime delle mafie&#8221;, promossa dall&#8217;associazione Libera.</p>
<p>La Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi  di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell&#8217;  ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano  delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.</p>
<p><strong> Anche quest&#8217;anno UniLibera sarà presente alla &#8220;Giornata della Memoria e dell&#8217;impegno&#8221;.</strong></p>
<p><strong></strong><strong> Invitiamo tutti gli STUDENTI UNIVERSITARI a venire con noi a Genova. Accettiamo le adesioni fino al  15/02: basta scrivere al nostro indirizzo mail ( unilibera@gmail.com ) indicando Nome,  Cognome, Data di nascita, indirizzo e-mail e numero di telefono. Il costo del viaggio in  autobus è di 5 euro**!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>** Prezzo agevolato per gli studenti universitari che verrano con Unilibera, grazie al finanziamento del 50% del biglietto. L&#8217;iniziativa fa parte del nostro progetto &#8220;<em>Operazione Minotauro: riavvolgiamo il filo di Arianna&#8221; </em> finanziato dall&#8217;Università degli Studi di Torino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TRA LA VIA EMILIA E LA ‘NDRANGHETA</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Modena, 28.01.2012 &#124; di Luca Salici Giovanni Tizian, giornalista precario di 29 anni, da un mese è sotto scorta. Accade a Modena, in Emilia Romagna, dopo la pubblicazione di un libro-inchiesta sulle mafie al Nord. Sopra la linea Gotica, Giovanni, aveva ricominciato la sua vita dopo l’omicidio del padre Peppe, vittima innocente della criminalità organizzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Modena, 28.01.2012 | di Luca Salici</p>
<p><strong>Giovanni Tizian</strong>, giornalista precario di 29 anni, da un mese è <strong>sotto scorta</strong>. Accade a Modena, in Emilia Romagna, dopo la pubblicazione di un libro-inchiesta sulle mafie al Nord. Sopra la linea Gotica, Giovanni, aveva ricominciato la sua vita dopo l’omicidio del padre Peppe, vittima innocente della criminalità organizzata a Locri nel 1989. La strada per Pietra Cappa, nel cuore dell’Aspromonte, è lunga e tutta in salita. Si passa in auto da Locri per arrivare a Bovalino, dalla statale 106, poi si gira verso San Luca, paese di faide e di odi mai sopiti. Si cammina per una via stretta. Ad indicarti il percorso solo cartelli bucati dai pallettoni delle lupare. Bisogna suonare il clacson davanti ad una mandria di pecore e ad un pastore che ti guarda negli occhi e ti domanda chi sei, con il solo gesto di asciugarsi la fronte con la mano. Dopo alcuni tornanti bisogna lasciare la macchina e proseguire a piedi per tre ore. Non perdendo di vista la punta della montagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-2404"></span></p>
<p>È l’estate del 2008. Ogni anno, in questo periodo, ci si ritrova su questi sentieri verso Pietra Cappa, per ricordare le vittime della ‘ndrangheta. In prima fila Deborah, che in cima alla montagna racconta la storia del padre Lollò, calciatore e fotografo. Il corpo di Lollò Cartisano lo ritrovarono proprio lì, in cima a quel monte che amava tanto fotografare. Lui fu l’ultimo sequestrato dalla ‘ndrangheta negli anni Novanta. I suoi familiari pagarono un riscatto che non servì mai a nulla, e per dieci anni rimasero senza un corpo da piangere. Deborah racconta questa storia, guarda in basso, poi negli occhi di chi la ascolta a cuore aperto. Si alza uno dei ragazzi che ha sentito con attenzione: “Io mi chiamo Giovanni Tizian. E sono il figlio di Peppe, impiegato di banca, ucciso il 23 ottobre 1989”. Peppe Tizian fu ucciso a colpi di lupara mentre percorreva la statale 106. Uno dei tanti omicidi di ‘ndrangheta che non ha avuto mai giustizia. Giovanni all’epoca era appena un bambino: “Cinque anni dopo l’omicidio ci siamo trasferiti per cercare di ricostruire la serenità e la tranquillità che non avevamo avuto in Calabria. Con la morte di mio padre abbiamo sentito addosso tutta la voglia che quella terra aveva di mandarci via. Abbiamo provato in un colpo solo tutta la solitudine del mondo. Mia madre ci portò via, a Modena, città accogliente che mio nonno conosceva bene”. Una città in cui ricominciare daccapo una nuova vita. Senza dimenticare dove si è nati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il giornalismo come impegno</strong></em></p>
<p>Giovanni Tizian non aveva mai parlato pubblicamente dell’omicidio del padre. Per anni aveva tenuto tutto dentro di sé. Quel racconto spontaneo a Pietra Cappa rappresentò anche l’inizio di un percorso: tornato dopo le vacanze in Emilia, Giovanni comincia a mettere l’impegno antimafia davanti a tutto. Collabora e fa parte attivamente delle attività dell’associazione antimafia daSud e inizia a scrivere e a raccontare quello che accade in città, nella civilissima Modena. «Cominciando a scrivere – ricorda Giovanni – ho riaperto i conti con la mia vita. Il giornalismo mi ha tirato fuori il dolore». Inizia a collaborare con la Gazzetta di Modena, con Narcomafie e con altre testate attente ai suoi lavori di inchiesta. Più si guarda attorno e più riconosce le dinamiche da cui è già passato: il giro torbido di denaro, gli affari dei clan, i traffici che stavolta passano tra la via Emilia e la ‘ndrangheta.</p>
<p>«Modena e l’Emilia Romagna rappresentano per le mafie un luogo strategico per i loro interessi – scrive Giovanni sul libro-inchiesta Gotica – Potevo forse illudermi che sarebbe bastato cambiare regione per non sentire più parlare di boss, mafia e picciotti? Ingenuamente l’avevo sperato».</p>
<p>L’Emilia è una delle regioni più ricche d’Europa. Registra tassi di occupazione molto alti, che superano il 70% e che arrivano all’80% proprio a Modena e Reggio. Un patrimonio che fa gola ai clan che hanno il monopolio di molti settori produttivi, come conferma il procuratore di Modena Vito Zincani: “Il crimine organizzato è diventato più competitivo sul piano del prezzo, riuscendo a penetrare il sistema economico locale, in settori come il movimento terra, l’edilizia e la logistica. I contesti emiliani si sono dimostrati i più vulnerabili”. Le infiltrazioni delle cosche passano per l’edilizia, le sale da gioco, le discoteche e i locali notturni. E tutto l’indotto che le riguarda: immobiliarie, slot machine, sicurezza, cantieri, catering e forniture varie. “Sopra la linea gotica – racconta Tizian – una larga fetta della società confonde i mafiosi con gli imprenditori e pensa di poter fare affari con loro. Accettano delle buone proposte commerciali non rendendosi conto che dietro la giacca e la cravatta ci sono dei sanguinari”. A Modena il clan più presente è quello dei casalesi. Tra Parma e Reggio Emilia, comanda la cosca ‘ndranghetista Grande Aracri. “Da quando lavoro in Emilia – racconta Giovanni – ho scoperto che casalesi, ‘ndrangheta e Cosa nostra, operano qui come se fossero a casa loro. Nell’ultimo anno le indagini sono state numerose: arresti, sequestri, processi. Le cosche corrono rapide di cantiere in cantiere e consolidano il loro potere. Raccontare i loro affari e seguire il percorso del denaro mafioso significa buttar giù la barriera di legalità creata grazie alla connivenza dei “colletti bianchi”. Dinamiche che rendono i boss invisibili e socialmente accettati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Un presente precario</strong></em></p>
<p>Per questo lavoro documentato e coraggioso, Giovanni Tizian, da giornalista freelance di 29 anni, si trova sotto scorta dal 22 dicembre. “Vivo una situazione di doppia precarietà: sia fisica che economica – afferma –. Anche se sono stato minacciato, ogni giorno devo comunque scrivere il mio pezzo. Sennò non vengo pagato”. La Direzione distrettuale antimafia di Bologna ha aperto un’inchiesta sulle minacce che hanno portato la prefettura di Modena a dare la scorta a Giovanni. Indagini che rimangono segretissime. Anzi aver reso pubblica la notizia, a detta del capo procuratore Roberto Alfonso, ha creato seri danni all’inchiesta della Dda. «Siamo in una fase talmente delicata che nemmeno Tizian può sapere cos’è accaduto realmente – spiega Alfonso –. Si tratta di una situazione che va salvaguardata e che richiede di agire con tempestività e prudenza. Il giornalista in questi anni ha scritto tante cose, libri e articoli. Qualcuno si è risentito per qualcosa che ha trattato e che lo riguardava».</p>
<p>Nonostante le minacce, Giovanni va avanti e non si stanca di ripeterlo nelle decine di interviste rilasciate. Spera che tutto questo possa in qualche maniera smuovere le assopite coscienze che non vedono o che fanno finta di non vedere le attività dei clan al Nord Italia. «Cerco di trovare il modo di continuare a fare questo mestiere – dice – e sono sicuro che lo troverò. Un giornalista, da solo, non può cambiare il mondo, ma credo profondamente nell’utilità sociale di questo mestiere».</p>
<p>On line il nuovo numero de &#8220;I Siciliani giovani&#8221; . Dentro, storie e inchieste dalla Sicilia all&#8217;Egitto, passando per i cronisti minacciati, non solo dalle mafie. Lo puoi trovare all&#8217;indirizzo <a href="www.isiciliani.it">www.isiciliani.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRATTO DA LIBERA INFORMAZIONE - <a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16588">http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=16588</a></p>
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		<title>Presadiretta &#8211; Mafia al nord</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fare antimafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Rai Tre Presadiretta &#8211; 15 gennaio 2012 MAFIALNORD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-544f5106-d6b3-4fac-9549-a50cc995077e.html">Rai Tre Presadiretta &#8211; 15 gennaio 2012<br />
<img title="presadiretta" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2012/01/1263388979901pd-head.jpg" alt="" width="405" height="75" /><br />
MAFIALNORD</a></p>
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		<title>“L&#8217;ITALIA SONO ANCH&#8217;IO&#8221;: UNA BATTAGLIA DI CIVILTA&#8217;.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 01:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì, a Palazzo Nuovo, Lamine Sow (CGIL Torino) e Diego Montemagno (Acmos) hanno presentato la campagna “L&#8217;Italia sono anch&#8217;io”, raccolta firme per una doppia proposta di legge: la prima riguarda un tema che pochi giorni fa ha fatto discutere vari politici, primo fra tutti il presidente Napolitano che ha dichiarato: “è assurdo non dare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2011/12/logo-litalia-sono-anchio11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2394" title="logo-litalia-sono-anchio1" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2011/12/logo-litalia-sono-anchio11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lunedì, a Palazzo Nuovo, Lamine Sow (CGIL Torino) e Diego Montemagno (Acmos) hanno presentato la campagna “L&#8217;Italia sono anch&#8217;io”, raccolta firme per una doppia proposta di legge:</p>
<p>la prima riguarda un tema che pochi giorni fa ha fatto discutere vari politici, primo fra tutti il presidente Napolitano che ha dichiarato: “è assurdo non dare la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia”. E&#8217; un obbiettivo della campagna far discutere su questo tema, far capire che esiste il diritto di suolo e che chi nasce in Italia e vive in Italia non può che essere italiano: la sua persona si formerà nel nostro Paese e non potrà mai sentirsi cittadino di un Paese, quello dei genitori, che non ha mai conosciuto. L&#8217;intervento di Napolitano è quindi un primo segno positivo per la campagna.</p>
<p>La seconda proposta di legge riguarda il diritto di voto degli immigrati che hanno da cinque anni un regolare contratto di lavoro. Il motivo è semplice: lavora, paga la tasse,dunque fa parte del sistema Italia e proprio per questo ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione attraverso il voto. Spesso gli immigrati vengono utilizzati come strumento di propaganda elettorale, vengono sbandierate battaglie per i loro diritti e poi mai nessun fatto concreto. Il diritto di voto per le elezioni amministrative e regionali, consente di dar il giusto peso ad una fascia della popolazione che da troppo tempo viene trascurata.</p>
<p>Due proposte che Lamine Sow ha definito una “battaglia di civiltà” perché queste due leggi sono in accordo con le direttive europee già adottate da molti stati membri. E&#8217; una battaglia che serve a far valere i diritti degli immigrati ma che ci permette anche di descrivere il nostro Paese per quello che è: non siamo più un Paese di emigrazione, ma di immigrazione. Un Paese che grazie a queste nuove forze può tornare a crescere, così come la Germania è diventata una grande potenza grazie agli immigrati.</p>
<p>Il comitato per “l&#8217;Italia sono anch&#8217;io” invita tutti sabato 17 Dicembre in piazza Carignano per presentare le proposte e per approfondire il tema.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.litaliasonoanchio.it/">http://www.litaliasonoanchio.it</a></p>
<p>Noi di UniLibera saremo a Palazzo Nuovo per la raccolta firme. Nei prossimi giorni vi comunicheremo i giorni in cui potrete firmare!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">UniLibera</span></p>
<p>Presidio “R. Antiochia”</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>INCONTRO-CONFERENZA “L&#8217;ITALIA SONO ANCH&#8217;IO&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 18:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unilibera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 5 Dicembre 2011 Ore 18 Aula 7 Palazzo Nuovo (Via Sant’Ottavio 20, Torino) Interverrano: Lamine Sow – CGIL Torino Diego Montemagno – Responsabile comunit Casa Acmos In occasione della campagna di raccolta firme per i diritti alla cittadinanza e per il diritto di voto per le persone di origine straniera “L’italia sono anch’io”, UniLibera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2011/12/logo-litalia-sono-anchio1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2389" title="logo l'italia sono anch'io" src="http://unilibera.liberapiemonte.it/files/2011/12/logo-litalia-sono-anchio1.jpg" alt="" width="240" height="252" /></a><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><em>Lunedì 5 Dicembre 2011</em></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><em>Ore 18</em></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><em>Aula 7</em></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><em>Palazzo Nuovo (Via Sant’Ottavio 20, Torino)</em></p>
<p>Interverrano:</p>
<ul>
<li>Lamine Sow – CGIL Torino</li>
<li>Diego Montemagno – Responsabile comunit Casa Acmos</li>
</ul>
<p>In occasione della campagna di raccolta firme per i diritti alla cittadinanza e per il diritto di voto per le persone di origine straniera “<em>L’italia sono anch’io”</em>, <em>UniLibera</em> organizza un incontro-conferenza per presentarla agli studenti universitari.</p>
<p>Si può nascere in Italia ma non e­ssere considerati italiani. Questo succede a chi ha genitori di origine straniera, è nato e cresciuto qui, ma solo compiuti i 18 anni può chiedere la cittadinanza. Se fo­sse nato in America, sarebbe americano.</p>
<p>L’Italia è un paese che accoglie i bambini stranieri grazie ai ricongiungimenti famigliari, e poi li esclude. Vanno a scuola, hanno amici, si sentono italiani. Ma alla maggiore età sono  costretti a un lungo percorso burocratico se vogliono ottenere la cittadinanza.</p>
<p>L’Italia dà lavoro agli stranieri e per lavoro ne consente la regolarizzazione. Anche il lavoratore straniero paga le ta­sse ma non può scegliere chi deve amministrare la città in cui vive. La Convenzione sulla partecipazione di Strasburgo prevede che poss­a votare.</p>
<p>L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell­’uguaglianza tra le persone, impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di persone di origine straniera questo principio è disatteso.</p>
<p>Le leggi in vigore che riguardano le persone di origine straniera producono ingiustizia sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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