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I Masciari al Tar del Lazio

Sono passati 2 giorni dalla tanto attesa udienza dinnanzi al Tar del Lazio.

Pino questa udienza la aspettava da 4 lunghi anni, dal giorno in cui il Ministero dell’Interno ha deciso di estrometterlo dal programma di protezione.

I Masciari, temendo per la propria incolumità, hanno impugnato quel provvedimento (nei confronti del quale hanno anche ottenuto una sospensiva, in modo da non restare senza protezione fino alla decisione definitiva).

Stranamente per ottenere quest’udienza ci è voluto tempo, tantissimo tempo. 4 anni semplicemente per decidere se Pino Masciari ha bisogno della protezione dello Stato oppure no.

Ma perchè lo Stato dovrebbe preoccuparsi di proteggere Pino? Chi è Pino Masciari?

Potremmo scrivere pagine e pagine su di lui, sul come e sul perchè la sua vita è cambiata repentinamente, da imprenditore affermato a testimone di giustizia lontano dalla sua terra. Sulla frustrazione di un uomo alla continua ricerca di uno Stato che a volte pare giochi a nascondino.

E invece preferiamo affidarci all’autorevolezza della precedente commissione parlamentare antimafia, che ha ricostruito la storia di Pino in un documento del giugno 2005.

Eccone un estratto:

(il testo integrale del documento della commissione antimafia lo trovate sul sito http://pinomasciari.org/files/chisono/resoconto_stenografico.pdf )

Pino Masciari è un imprenditore vero, una persona che ha aperto alcune societa` individuali
e familiari, tutte attive nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici.
L’iscrizione all’Albo nazionale dei costruttore e` del 1984 e riguarda
varie categorie di lavori. Ha lavorato anche in proprio nel settore degli appalti
pubblici, dicevo appunto, con la Masciari Costruzioni che era la propria
societa`.
Nel 1988 diventa amministratore della Masciari Francesco Sas, una
trasformazione dell’impresa del padre una volta che questo e` venuto a
mancare, societa` che opera negli appalti privati, costruzione e commercializzazione
degli immobili e quindi anche nel settore immobiliare. Tali
aziende maturano da subito un consistente patrimonio, un patrimonio
che pero` deve fare i conti con una immediata, pressante richiesta estorsiva
di alcune organizzazioni criminali, e anche, purtroppo, di alcuni amministratori
pubblici
, che ovviamente cercavano di drenare ricchezza da questa
fiorente attivita` d’impresa che stava nascendo sul territorio. Addirittura, il
Masciari denuncia che le richieste estorsive del settore pubblico amministrativo,
erano maggiori rispetto a quelle della stessa criminalita` organizzata:
importi del tre e del sei per cento, rispettivamente denunciati.
Piu` volte, ovviamente, riferı` alle autorita` giudiziarie e alle forze dell’ordine
delle situazioni di intimidazione, delle estorsioni ma mai lo Stato
ha preso una posizione netta di difesa della sua persona e delle attivita` che
egli aveva realizzato
, anzi in taluni casi sembrerebbe che abbia ricevuto
anche degli indirizzi di tipo dissuasivo, il famoso «lasciar perdere», quello
che ha consentito e consente al Mezzogiorno di non liberarsi dalla morsa
criminale.
Nel 1990, quindi dopo sei anni di attivita` imprenditoriale, cominciano
la insostenibilita` e la voglia di ribellarsi; cominciano, ovviamente, con
questa voglia di ribellarsi anche alcune difficolta` economiche che si generano
a fronte di questa ostilita` ambientale e criminale. La quantita` di vessazioni
alle quali e` stato sottoposto e` largamente documentata: furti, incendi,
danneggiamenti dei mezzi di lavoro, minacce, telefonate, colpi di
arma da fuoco, il ferimento di un fratello nel 1993; la sua e` una famiglia
ricca di fratelli, una famiglia di otto fratelli, nove figli in totale. Nel 1994
vengono licenziati gli ultimi 58 dipendenti. Il 22 novembre dello stesso
anno presenta una denunzia formale di tutto l’accaduto alla stazione dei
carabinieri di Serra San Bruno.
Credo non vi sia alcun dubbio, o quanto meno nessuno ha mai sollevato
il dubbio sul fatto che lo stato di dissesto delle imprese, lo stesso fallimento
della Masciari Costruzioni sia avvenuto conseguentemente e temporalmente
anche a seguito dello stato di vessazione, di aggressione posto
in essere dalla criminalita`
.
Il fallimento avviene nel 1996 con un passivo di 134 milioni di lire,
nonostante i contratti in essere ammontassero ad oltre 25 miliardi di lire
dell’epoca (si tratta dei contratti d’appalto con i quali l’azienda si era obbligata
alla realizzazione delle opportune opere).
La procedura fallimentare ha ulteriormente documentato e addirittura
certificato il nesso di causalita` esistente tra le vicende estorsive e lo stato
di dissesto finanziario e, quindi, la conseguente sentenza dichiarativa di
fallimento.

Questo risulta per stralci nel documento che riporta espressamente un
passaggio nel quale si certifica – si tratta quindi di un documento giudiziario
– che i motivi dello stato di insolvenza non sono ascrivibili al Masciari
neanche a titolo di colpa. Quindi, e` veramente il caso di affermare
che si tratta di un testimone incolpevole
.
Dalla decisione del signor Masciari di denunciare tutto quello che
aveva subito scaturiscono vari procedimenti penali, allo stato attuale ancora
tutti pendenti.
Masciari risulta parte offesa dinanzi ai tribunali di Vibo Valentia,
Crotone e Roma. Alla data del 15 dicembre scorso risultano rinviate a giudizio
42 persone a seguito delle sue dichiarazioni, tra cui vi e` purtroppo
anche un magistrato amministrativo. Sei procedimenti penali sono stati avviati,
nei quali egli e` parte offesa e si e` costituito anche parte civile
.
Da tutti gli atti giudiziari fino ad ora raccolti risulta che nessuno ha
mai messo in dubbio la credibilita` del testimone Masciari.
I problemi nascono con l’applicazione del programma di protezione,
dalla data dell’ottobre 1997, e riguardano soprattutto il trattamento e le
condizioni di sicurezza in cui si sono venuti a trovare il signor Masciari,
la moglie e i due figli di tenera eta`.
Masciari ha presentato una scheda in ordine alla questione che ha ritenuto
di dover segnalare: ossia l’inadeguatezza di tutti i dispositivi di tutela
predisposti a suo favore
, soprattutto in occasione delle trasferte nella
localita` d’origine che – come ho gia` detto – molto spesso e` prossima ai
luoghi dove si celebrano i processi, nonche´ la mancanza di una documentazione
di copertura.
Il signor Masciari ha presentato una documentazione ricchissima di
doglianze, tutte molto puntuali
, che posso sommamente riassumere.
Per quanto riguarda i dispositivi di tutela, a fronte della dichiarazione
del Servizio centrale di protezione secondo cui il signor Masciari ha sempre
potuto fruire di adeguate misure consistenti negli accompagnamenti e
nella tutela garantita da un congruo numero di personale e da automezzi in
condizioni di perfetta efficienza, tra cui una autovettura specializzata
(macchina blindata), risulterebbe per converso che egli sarebbe stato lasciato
per giorni interi, in una localita` dove doveva rendere testimonianza,
solo e abbandonato in un albergo senza alcuna possibilita` di potersi muovere.
Una notte, avendo avuto alcuni problemi fisici, non ha trovato alcuno
che potesse aiutarlo. Si tratta di un episodio verificatosi a Catanzaro
in occasione di uno dei processi in cui era stato il denunziante. Spesso e`
stato accompagnato con mezzi assolutamente di fortuna, come una FIAT
Punto o una FIAT Tipo. In una occasione si e` verificato addirittura un inseguimento
della FIAT Tipo sull’autostrada Roma-Caserta, tanto che il
capo scorta decise di rivolgersi alla caserma dei carabinieri per poter proseguire
il viaggio con una autovettura blindata.
Il signor Masciari ha lamentato anche il fatto – e` purtroppo una questione
verificatasi anche in molte altre circostanze – di essere stato esposto
alla minaccia diretta delle persone da lui stesso denunciate. Durante i processi
e` stato infatti posto gomito a gomito con i suoi aggressori
. Nell’aula
bunker di Catanzaro, il 7 giugno 2001, si e` trovato accanto a 41 imputati.
E `chiaramente immaginabile la condizione psicologica di un testimone di
giustizia che si trova praticamente accerchiato o affiancato, nell’aula bunker
di Catanzaro, da 41 imputati da lui stesso denunciati. Il Masciari e`
stato allontanato dagli imputati – anche questa circostanza risulta – per
iniziativa del pubblico ministero.
Cito un altro episodio. Si e` verificato addirittura un tamponamento
dell’autovettura sulla quale il signor Masciari viaggiava e, costretto a fermarsi,
sarebbe stato addirittura avvicinato per essere fatto allontanare dal
mezzo, circostanza che non si e` poi consumata per effetto di un intervento
della polizia stradale chiamata in soccorso.
Ovviamente e` una condizione psicologica di debolezza quella in cui
il signor Masciari si ritrova a vivere. Ma quello che mi preme affermare in
maniera assolutamente chiara e` che l’opera che egli ha prestato attraverso
le sue testimonianze e` assolutamente incensurabile e inconfutabile dal
punto di vista della consistenza e della serieta
`.
Per quanto riguarda la documentazione di copertura, egli denuncia di
non averne ricevuto alcuna. Il Servizio riferisce che in effetti si sarebbe
rifiutato di avere la documentazione di copertura. Ma il Masciari in merito
a questa circostanza ha riferito che gli era stata data una carta di identita`
non valida per l’espatrio e poi una patente con generalita` diverse da quelle
riportate negli altri documenti, per cui si e` generata anche una confusione
sull’identita` ed una difficolta` di gestione, in particolare per il porto di armi
che gli era stato consegnato.
Ha lamentato anche il fatto di essere stato autorizzato ad iscrivere i
figli minori a scuola con le proprie generalita` nel 1999 e di avere chiesto
il cambio di residenza, senza alcun successo, per la moglie ed i figli in
altra localita`. Il cambiamento di residenza avrebbe potuto consentire alla
moglie la realizzazione di una attivita`lavorativa. ”

Non è difficile capire da che parte stare.

Margherita

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