Art. 24 Costituzione
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
In applicazione della nostra Costituzione, nel 2008 lo Stato ha speso oltre 100milioni di euro per garantire un avvocato a chi non poteva permetterselo; ma L’Antimafia accusa che parte di questi soldi sono usati per finanziare camorra, ‘ndragheta e mafia.
Come?
La risposta è semplice, i membri di queste organizzazioni criminali abusano di questo istituto, utilizzando come espediente la questione della confisca dei loro beni, in quanto secondo loro, dato che lo Stato gli toglie i possedimenti allora sono nullatenenti e quindi titolari dei requisiti indicati nell’art. 24 della Costituzione.
Come si fa a chiedere il gratuito patrocinio?
È sufficiente un’autocertificazione che attesti un reddito inferiore a 9.296,22 Euro, in base all’art. 76 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115; ma i crimini commessi non risultano dalla dichiarazione dei redditi, non si indica quanto si è estorto con la violenza fisica e morale, non si dichiara quanto ci si è arricchiti trafficando le droghe.
La Costituzione contiene diritti inviolabili ma lo Stato deve garantire che non se ne abusi e deve fare attenzione a non farsi prendere in giro dai finti poveri.
Nell’articolo “Il boss lo difende lo Stato” di Paolo Fantuzzi, del 7/1/09 troverete molti dati, riguardo a quanto finanziamo i boss, tra cui:
“il maxiprocesso Galassia istruito contro più di 150 affiliati alle cosche della Sibaritide e del crotonese, celebrato a fine anni ’90; in due anni di dibattimento lo Stato ha sborsato 7 miliardi di lire solo per il primo grado, più altri 215 mila euro tra appello e Cassazione”.
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