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Partito per restare

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Ci sono tanti motivi per lasciare la propria terra: perché non ha più nulla da offrirti, perché non ti merita, perché se non parti ora non avrai più il coraggio di farlo, perché é l’unica cosa che sai fare, l’unica cosa che da generazioni si sa fare…

Oppure puoi partire per restare.

Le ragioni per non abbandonare la mia terra le ho trovate a 1300 km da casa, a Cutro in Calabria. Lì grazie al campo di “Estateliberi!” ho visto la bellezza di chi ha deciso di restare e di non vivere trincerato dietro la paura e la propria autogiustificazione.

Umberto, emiliano trapiantato da anni a Cutro e responsabile del campo, mi ha insegnato quanto sia difficile ma allo stesso tempo necessario creare rete per poter fare antimafia, un’antimafia di opere e non solo di dichiarazioni alla stampa.

Bruno, giornalista che quando raccontava la corruzione e la miseria della Calabria non perdeva comunque l’orgoglio per la sua terra.

Raffaella, nata a Cirò che dopo la laurea ha deciso di tornare e creare assieme a Domenico, Cesare, Giuseppe, Vincenzo, Irene, Damiano e gli altri soci la cooperativa “Terre Joniche” sui terreni confiscati al clan Arena.

I miei compagni in questo viaggio, diciassette ragazzi venuti da tutta Italia, ognuno con la sua storia ma con la consapevolezza di star facendo la cosa giusta.

Parti per capire che in questa lotta non sei solo e se vuoi vincerla non puoi essere solo.

Hai bisogno degli altri per trovare la forza di svegliarsi alle 5 e mezza per andare a lavorare, hai bisogno degli altri per svuotare una cisterna dal fango, hai bisogno degli altri per tagliare l’erba, per pulire i canali, per impastare il cemento; hai bisogno degli altri quando vuoi urlare l’odio che hai dentro e non sai se quello che stai facendo servirà mai a qualcosa.

A Cutro sul muro di un ex supermercato sequestrato alla mafia hanno scritto: “Bisogna ricordarsi cos’è la bellezza, aiutare a riconoscerla e difenderla”. Forse il segreto sta proprio nella memoria: ricordarti chi sei, ricordarti da dove vieni, ricordarti che cosa sogni, ricordarti per non arrenderti ma giocare la partita fino in fondo, senza compromessi.

Anche per questo si parte: perché finalmente capisci che questa è la tua terra ed è troppo bella per lasciarla nelle mani di chi la distrugge giorno per giorno.

 

 

“Siamo uomini viaggianti, né turisti né migranti, solo la valigia in mano ed un sogno assai lontano”

-il parto delle nuvole pesanti-

1 Comment on “Partito per restare”

  1. #1 unilibera
    on Nov 30th, 2013 at 21:58

    articolo scritto da dario colella.

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