Grazie Italia…
Perchè come al solito hai dimostrato tutta la tua ignobile assoggettazione al potere partitico(perchè nel parlamento italiano politici ce ne sono ben pochi!) che purtroppo le elezioni mettono alla guida del paese…
Un’altra volta, ancora, si è dimostrato come non si sia mai capaci di andare più in la di quelle che sono le basi dei problemi. Condanniamo gli esecutori, assolviamo i mandanti. Un atteggiamento del genere porterà alla distruzione della repubblica. Ne avremo una terza, una quarta, quante ne vogliamo di repubbliche così(ma con la ‘r’ minuscola!).
Repubbliche in cui è il più forte ad aver ragione.
Repubbliche in cui l’unica cosa che conta sono i soldi.
Repubbliche in cui il potere politico è talmente corrotto che mi fa schifo anche solo avvicinarmici!
Repubbliche in cui la meritocrazia proposta da qualche fottuta testa di cazzo non è niente più che una maschera orrenda ed vituperante a nascondere l’amara realtà: il merito vale solo per gli stupidi. Poveri idioti che ancora credono in un mondo nel quale uno vale per ciò che è, non per ciò che possiede.
Grazie Italia.
Grazie per avermi ancora una volta fatto capire che tutti gli sforzi che ogni giorno faccio per cercare un mondo migliore per tutti, un mondo in cui il merito sia veramente una base su cui compiere le scelte, non servono a nulla. Servono a farmi sentire un pochettino meglio, credendo di cambiare qualcosa. Mentre in realtà il meccanismo violento ed autoprotettivo, la macina triturauomini che è sopra le nostre teste e che ci stritola e ci opprime nelle maglie di una finta ed illusoria democrazia, continua imperterrito a sopravvivere e ad operare contro coloro che amministra.
Sono cittadino italiano. Lo sono di nascita.
Purtroppo non mi sarà possibile cambiare questo stato. Ma vorrei almeno potermene non vergognare di fronte al mondo. Vorrei poter dire con orgoglio “SONO ITALIANO!”, mentre invece mi tocca sossurrarlo, per evitare che mi si senta. E tutte le volte che lo dico, penso a quei valori che condivido nella costituzione, quei valori che sono stati scritti da coloro che, dopo l’esperienza di una dittatura, avevano capito cosa significassero libertà, uguaglianza, DEMOCRAZIA.
Grazie Italia.
Grazie per avermi dimostrato un’altra volta come ci si sia dimenticati di tutto. Il test sulla conoscenza della lingua italiana, della storia italiana, dei valori fondanti della Repubblica italiana, delle leggi italiane, iniziamo a farlo agli italiani. Così forse scopriremmo finalmente che in italia di italiani ce ne sono ben pochi. Ed epureremmo il parlamento dalla feccia che ora lo popola. Avremo un parlamento di Italiani(si, con la ‘I’ maiuscola, quelli veri!). E non un parlamento di faccendieri ipocriti. Per giunta fascisti.
Grazie Italia.
Grazie per non darmi in alcun modo la possibilità di vivere per il mio paese. Grazie per togliermi i fondi alla ricerca, grazie per rendermi impossibile essere un insegnante. Grazie per le riforme mancate, grazie per lo stipendio da fame da precario che caratterizzerà la mia vita, grazie per avermi tolto il futuro, grazie per togliermi ogni giorno la possibilità di costruire un futuro migliore.
Grazie Italia.
Grazie per farmi pentire di essere italiano. Lo sono di nascita. Vorrei esserlo per scelta.
Invece sarò cittadino del mondo, possibilmente in un posto lontano anni luce dai posti che mi hanno visto crescere, e in cui ho patito da Italiano tante umiliazioni.
Grazie Italia. Grazie.
Edo
on Nov 17th, 2008 at 22:29
Diaz Irae titolava l’editoriale sconsolato e indignato della Dominijanni su “Il Manifesto” http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_b2e21c4495e572630ddb6364d071d6a7.html
Edo, oltre a sottoscrivere ciò che scrivi ho la presunzione di smuovere ancora un poco la tua cirrosica indignazione con una poesia. Oggi più che domani ci aiuta. Non al disincanto. Alla ricerca e al come della rabbia.
PROBLEMI
Questa questione della patria
è difficile da spiegare.
Ma è addirittura più difficile capire
la questione dell’amore per la patria.
Per esempio,
loro ci insegnano
che amore per la nostra patria è,
per esempio,
salutare la bandiera
stare in piedi ad ascoltare l’inno nazionale
farsi una discreta bevuta quando la nazionale di calcio perde
e pochi eccetera quando c’è un piccolissimo cambio
fra un periodo presidenziale ed un altro.
E, per esempio,
non ci hanno insegnato
che amore per la patria
può essere,
per esempio,
fischiettare come una persona che se la squaglia in lontananza,
ma, dietro quella collina è ancora patria
e nessuno ci vede
e noi indietreggiamo
(perché sempre s’indietreggia quando nessuno ci vede)
e noi le parliamo
(alla patria),
per esempio,
ogni cosa odiamo di lei
e ogni cosa amiamo di lei
e questo è sempre meglio dirlo,
per esempio,
mentre combattiamo sorridendo.
E, per esempio,
essi ci insegnarono
che amore per la patria è,
per esempio,
usare il tipico sombrero messicano
conoscere i nomi dei suoi piccoli eroi
strillare “Viva! Su Messico!” persino quando Messico è morto e sotterrato
e altri eccetera quando c’è un piccolo cambio
fra un periodo presidenziale ed un altro.
E, per esempio,
loro non ci insegnano
che amore per la patria
può essere,
per esempio,
stare zitti, come uno che sta morendo,
ma no, sopra queste terre pure si stende la patria
e nessuno ci sente
e noi indietreggiamo
(perché sempre s’indietreggia quando nessuno ti sente)
e noi le parliamo
(alla patria)
della piccola e difficile storia
di quelli che sono morti per amor suo
e ciò non è così lontano da non intaccare i miei valori
e chi me li intacca anche senza essere qui
sono quelli che ci insegnarono
che uno ama la patria,
per esempio,
mentre combatte, sorridendo.
Subcomandante ribelle Marcos