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G8 D'ABRUZZO

Su “La Nuova Ecologia” (www.lanuovaecologia.it ), mensile dell’Associazione Legambiente è uscito, sul numero di giugno, un’interessantissimo articolo di Fabio Dessì sul prossimo G8 in Abruzzo.
Il titolo è “Piccoli Piccoli”, ed è un’intervista a colui che è reputato uno dei maggiori storici contemporanei, Paul Ginsborg.


Nell’articolo Ginsborg, partendo da un’analisi del passato G20 di Londra, ritiene che le “riunioni dei potenti” si terranno con sempre maggiori partecipanti, vista la complessità sociopolitica della situazione che il globo sta vivendo.
In questo ambito propone un nuovo ed interessante terreno di “conquista” per i movimenti democratici: democrazia a livello internazionale. Ossia riuscire a portare le proprie istanze non a livello locale, per farle poi “rimbalzare” di gradino in gradino fino a farle arrivare in cima alla scala, ma direttamente a livello internazionale. A questo proposito sottolinea come le grandi ONG internazionali – Amnesty, Greenpeace – siano già state capaci di essere protagonisti, riuscendo a ritagliarsi un posto in cui far sentire la propria voce.
Una possibile visione futura potrebbe addirittura essere la democrazia partecipata a livello globale, una democratizzazione dell’ONU che porterebbe a referendum su scala globale.
Da questa analisi per il futuro emerge però una sconvolgente mancanza da parte di tutte le democrazie mondiali, non pronte ad evolvere a livello globale, visto che nemmeno ora riescono a riferire delle proprie azioni a livello locale. E tutto questo porta sfiducia negli “elettori”, rendendo così più difficile un percorso comunitario.
Questa visione della democrazia peggiora drasticamente nel momento in cui gli viene rivolta una domanda sulla democrazia italiana.
Alla domanda “Chi o cosa potrebbe farla cadere?” (ndr la democrazia) la risposta di Ginsborg è glaciale ed agghiacciante: “In questi giorni il potere giudiziario ed il Parlamento vengono derisi. […] Anche perchè tutto ciò accade in una democrazia già monca per il conflitto di interessi, dove sulla questione informazione non c’è una sfida ad armi pari. Questo non vuol dire che ci saranno sollevazioni nelle strade: la gente potrà continuare a vivere tranquillamente in un contenitore finto di democrazia, dove ci saranno ancora le elezioni ed un Parlamento. […] Non ci saranno ne barricate ne colpi di stato. E’ un processo molto più lento ma cumulativo.”
Ghiaccio…a cubetti che scende lungo la spina dorsale, provocando un brivido incontrollabile. Le parole di Ginsborg sono fatti, confermati dai comportamenti dell’attuale governo, Berlusconi in primis. La prospettiva delineata è tutto fuorchè inverosimile. E non può che agghiacciare. Una silente dittatura, una macchina triturasogni.
Personalmente sento ancora i brividi solo a ripensare alla lucida previsione delineata da Ginsborg. Dopo tutti i discorsi sulla democrazia, tutti i ragionamenti su quello che vuol dire, a 60 anni dalla caduta del regime fascista, i segnali che l’Italia sta dando sono di un paese agonizzante, che si sta consumando da solo, immobilizzato ad un letto come un qualsiasi malato terminale. Un’inarrestabile cancro.
Di fronte a prospettive simili sembra tutto perduto. Nel momento in cui il mondo è caduto preda dei suoi errori, come dimostra la crisi del sistema liberal-capitalista che stiamo attraversando, gli esseri umani compiono l’ultimo atto di quella che sembra una ben triste tragedia, suicidandosi, negandosi le prospettive per un futuro.
L’intera Europa si è spostata a destra, l’intera Europa ha paura, l’intera Europa scappa dalle responsabilità preferendo addossarle ad altri, l’intera Europa si nega lo spiraglio di luce per un futuro.
Ormai non si parla più di “quale” futuro scegliere. Sono alcuni anni che si parla del “se” ci sarà un futuro, visto il consumo spregiudicatamente folle che facciamo delle risorse.
Stiamo andando incontro ad un suicidio di massa, avvalorato da classi politiche inadeguate alla democrazia, che si sentono legittimate da “plebisciti”, dimostrando di essere ancorati a logiche del 1800.
L’unica soluzione, sancisce Ginsborg, è nella società civile, “Una società civile normatizzata, che crede nel potere orizzontale, nei rapporti fra cittadini e non al clientelismo, che crede nel pluralismo, nell’uguaglianza di genere, nella necessità di lottare per l’ambiente.”
Insomma, una società antifascista, antimafiosa, ambientalista.

Edoardo Tenani

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